Digitalmente solo

All’Ex Elettrofonica, fino al 12 dicembre Marco Raparelli presenta in una cinquantina di disegni, disposti in apparente caos su pareti e mensole, la sua tragicomica visione del mondo. «Tutto quello che si muoveva intorno a noi era il vento» è il titolo di una mostra che, con ironia e la leggerezza di un essenziale segno nero, tratteggia pratiche e manie della società della solitudine digitale. Dipendenza da cellulare, violenze nascoste, ottundimento delle coscienze, banalizzazione, deforestazioni, l’ansia divenuta sistema, la disattenzione assunta a stile di vita, sono tra i temi dei microracconti del 44enne artista romano, ispirato anche dal protagonista del racconto Teoria del camminare di Balzac (1833). Gran parte dei disegni esposti confluiranno nel libro Human is a state of mind, edito da Nero e realizzato in collaborazione con Ex Elettrofonica, in libreria da novembre. Il titolo del libro è il testo di un disegno presente in mostra e sintetizza la filosofia di Raparelli. Nella foto, «Sabato pomeriggio» (2016).

G.G.