Caleidoscopio svedese

Henrik Strömberg in residenza

Allestita fino al 31 gennaio nel Palazzo Spinelli di Tarsia, sede dell’Associazione Shōzō Shimamoto, la mostra «Refraction of lightness» dell’artista svedese Henrik Strömberg (1970) si pone in continuità con le proposte culturali de Il Quartiere dell’Arte, il cui programma, ideato dalla Fondazione Morra, intende promuovere e attivare nuovi, consapevoli e virtuosi meccanismi tra arte contemporanea e territorio. Curata da Chiara Valci Mazzara e Loredana Troise, la mostra si articola in un’installazione site specific e una serie di sculture e volumi in vetro, realizzati dall’artista svedese durante i tre mesi di residenza presso la Fondazione Morra, affiancata in questo progetto dal Laboratorio Avella di Napoli e Gianluigi Prencipe. Riassemblaggi, object trouvé e collag e presenti nelle opere esposte concorrono a far emergere riferimenti al Surrealismo. Stampa-scultura-pittura e carta-vetro-giornali danno vita a una produzione che si presta a molteplici significati, come nota Chiara Valci Mazzara, per la quale gli «I vari elementi concorrono a fornire una percezione più ampia, come in una danza in cui ogni singolo elemento crea una maggiore armonia. Non esiste un’interpretazione unica ma piuttosto un caleidoscopio dato dall’uso di diversi media ugualmente coinvolti nel risultato finale». La sequenza di riflessi, le porzioni di immagini e la verticalità dell’installazione prendono forma come un paesaggio immersivo attraverso il quale lo spettatore si muove, assorbendo la complessità degli elementi.

Olga Scotto di Vettimo