Babele vs Bibbia

Berlino. Friedrich Delitzsch (1850-1922) è stato un importante orientalista e assiriologo alle Università di Lipsia e Berlino. Studiò l’amarico, il sanscrito, l’accadico e le lingue semitiche, specializzandosi infine in assiriologia e studi critici dei testi biblici, alla ricerca di una possibile parentela tra le radici indo-germaniche e quelle semitiche. Cofondatore della Società Orientale Tedesca, diventò nel 1899 direttore del Dipartimento del Vicino Oriente negli allora musei reali di Berlino. Tre anni dopo tenne nella Berliner Singakademie una conferenza intitolata «Babel und Bibel» in cui presentò una tesi che metteva in discussione le origini semitiche dei testi veterotestamentari (nella foto, la copertina per la prima conferenza di Friedrich Delitzsch sul tema «BabelBibel», 1903). Con la pubblicazione La grande illusione, avvalendosi dell’aiuto delle migliaia di tavolette di argilla che aveva decifrato fra quelle conservate nel museo, ipotizzò una loro più plausibile origine indoeuropea. Fu così che prese avvio la corrente di studi detta panbabilonese o del «Babel-Bibel-Streit» (della disputa Bibbia-Babele) che divenne, a dispetto della sua buona fede, strumento della più feroce propaganda antisemita, mentre Delitzsch voleva solo dimostrare l’impossibilità di far combaciare storia e teologia. Il Pergamonmuseum mette in mostra dal 5 novembre al 28 marzo le prove materiali di questa disputa: si tratta dei ritrovamenti effettuati in Assiria, in Palestina e a Babilonia dalle numerosissime spedizioni tedesche dei primi del Novecento; molti di questi, finora mai mostrati al pubblico, vengono riletti circa un secolo dopo proprio in funzione delle conclusioni di Friedrich Delitzsch. La mostra «La disputa Babele-Bibbia» è una cooperazione di Vorderasiatisches Museum, Freie Universität zu Berlin e Einstein Center Chronoi Berlin.

Francesca Petretto