14 secoli di arte indiana

Mendrisio (Svizzera). Oltre 70 sculture indiane, realizzate tra il II secolo a.C. e il XII d.C., compongono il percorso della mostra «India Antica. Capolavori dal collezionismo svizzero», curata da Christian Luczanits (austriaco, uno dei massimi studiosi della materia) per il Museo d’Arte di Mendrisio, dove sarà visibile fino al 26 gennaio. Data la vastità dell’arco temporale e la complessità del pensiero indiano, che si dirama in tre religioni antichissime e tuttora praticate (buddismo, induismo e giainismo), il curatore ha scelto di seguire il filo delle trasformazioni di significato che le divinità del Pantheon indiano hanno subito nel tempo e che ancora subiscono, individuate grazie a una gamma di attributi, di posture, di vesti e gioielli, capaci agli occhi dei devoti di veicolarne i diversi significati. Numerosi i capolavori della mostra, dal rilievo di calcare del II secolo d.C. proveniente da Amaravati, il più grande e importante fra gli «stupa» (monumenti eretti intorno alle reliquie del Budda) decorati nello stile Satavahana, che narra di una delle vite precedenti del Budda, quando era il principe Mandhata, ai pilastri di balaustre di uno stupa del I secolo a.C. caratterizzati da rari decori stilizzati; dal «Bodhisattva Maitreya», II-III secolo d.C., splendido esempio di arte del Gandhara (nella valle di Peshawar), frutto dell’incontro con la cultura figurativa ellenistica, al «Budda coronato» dell’XI secolo d.C., un bronzo con intarsi d’argento e rame proveniente da Almora, ai piedi dell’Himalaya, nell’Uttar Pradesh. Nella foto, «Parvati» (XI secolo d.C.).

Ada Masoero