Vita da gladiatore

Basilea (Svizzera). Resterà visitabile fino al 22 marzo presso l’Antikenmuseum e Collezione Ludwig la mostra «Gladiatori, la vera storia», alla quale hanno contribuito il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con una trentina di pezzi (nella foto, un gladiatore in terracotta da Pompei)tra armi, scudi, elmi da parata, oltre a mosaici e affreschi, e il sito archeologico svizzero di Augusta Raurica. La mostra presenta anche l’affresco con la rissa tra Nocerini e Pompeiani nell’anfiteatro di Pompei, scoperto nel settembre di 150 anni fa nel peristilio della Casa del Gladiatore. Gli altri reperti provenienti dal Mann sono pertinenti alla dieta dei gladiatori perché tra gli obiettivi della rassegna vi è proprio quello di far luce sugli aspetti del mestiere grazie a ricerche e studi recenti. Dopo Basilea, la mostra si trasferirà al Mann di Napoli (20 aprile-20 settembre 2020) che, nel frattempo, ha previsto la ristrutturazione della grande sala con «Plastico di Pompei». L’ambiente sarà quindi aperto alle visite e dotato di apparati multimediali. «Il plastico, osserva Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam del Cnr di Catania, che con il suo gruppo ne ha approntato la digitalizzazione, è un prezioso documento, utile per conoscere quali fossero le decorazioni di domus e monumenti all’epoca dello scavo e quanto ne resta ancora oggi, dopo due secoli». Il suo studio approfondito si è tradotto nella pubblicazione di un Atlante che sarà presentato al Mann nella seconda metà di ottobre. Realizzato tra il 1861 e il 1930, il plastico, annuncia Paolo Giulierini direttore del Mann «verrà integrato con la ricostruzione dell’Anfiteatro, oggi mancante nell’originale, e potrà essere osservato dai visitatori anche dall’alto, allorché la balaustra sarà messa in sicurezza».

Carlo Avvisati