Virtuoso come Guercino

Nel suo recentissimo saggio di prossima pubblicazione, John Marciari lo definisce senza incertezze «il più interessante e versatile maestro del disegno del Barocco Italiano. Un virtuoso per natura che ha creato disegni strepitosi con le tecniche più varie». Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666), aveva infatti una tecnica straordinaria, una mano velocissima che sapeva rendere con due tratti di matita il fremito delle ali di un angelo così come l’intimità di una conversazione tra due innamorati. Ora la Morgan Library and Museum presenta dal 4 ottobre al 2 febbraio la mostra dedicata a questo versante dell’opera del maestro di Cento dal titolo «Guercino: Virtuoso Draftsman», curata dallo stesso Marciari. Una rassegna di opere provenienti dalla collezione del museo newyorkese (oltre 25 i fogli in possesso della Morgan; nella foto, «Visione di san Filippo Neri», 1946-47), mai esposte al pubblico fino ad ora, insieme ad altre appartenenti a diverse collezioni private e pubbliche. La mostra include opere di ogni fase di produzione del maestro a partire dal primo periodo bolognese, segnato profondamente dall’influenza di Ludovico Carracci (che per lui spese per parole di grande ammirazione) e caratterizzato da scene di vita quotidiana e caricature di grande brillantezza esecutiva; per proseguire con gli studi per le prime pale dell’altare, fino ai capolavori maturi.

Viviana Bucarelli