Valadier, le scoperte dei disegni

Alberto Di Castro (nella foto) rappresenta la quarta generazione di antiquari Di Castro, attivi a Roma fin dal 1878. Iniziato dal padre Franco all’amore per la straordinaria raffinatezza orafa della bottega Valadier, gli abbiamo chiesto del suo contributo alla mostra in qualità di prestatore: «Alla Galleria Borghese sarà presente, dal nostro fondo, un disegno per il rinfrescatoio del servizio Borghese, un disegno per la scultura in argento raffigurante “San Bernardino da Siena”, opera in mostra, e infine un grande disegno per un centrotavola. Molti oggetti esposti, inoltre, sono appartenuti alla nostra galleria, come un meraviglioso orologio in marmi colorati e pietre dure. Sin dagli anni Novanta mi sono interessato in particolar modo ai disegni della bottega Valadier: sul mercato inglese, almeno dal 1991, è apparso per merito di John Winter (Trinity Fine Art), un fondo di disegni che da allora ho cominciato ad acquistare. Nel 2016 mi sono reso conto di averne in mano un consistente gruppo, circa 360, in massima parte inediti, che includevano opere di Andrea, Luigi, Giuseppe Valadier e dei loro collaboratori. L’acquisto del regesto, che era l’inventario della bottega di Luigi, venduto poi alla Frick Collection di New York, e l’aver conosciuto Teresa Leonor M. Vale, docente di storia dell’arte all’Università di Lisbona, mi hanno portato, nel 2017, alla pubblicazione di The Art of the Valadiers (Allemandi), di cui la Vale è curatrice. Con questo volume ci proponevamo di rintracciare gli oggetti prodotti dalla bottega, e sono orgoglioso di poter affermare che fino ad oggi ho rinvenuto almeno venti disegni preparatori per opere poi realizzate, tra cui quello relativo alla campana di San Pietro. Luigi non era riuscito a portarla a compimento e per la grande delusione finisce tragicamente. Il figlio Giuseppe riuscirà nella difficile impresa della fusione, firmando la campana a nome del padre».

Ar.An.