Un lupo gentile

Milano e Verona. I fiori di croco come emblema di una via antica che univa popoli in un tempo antico, un fiore che costeggia la strada che porta all’incontro di culture e civiltà diverse. Sono i fiori scelti da Arcangelo Esposito, nome d’arte Arcangelo, come soggetto della nuova serie di dipinti per la prossima personale alla galleria Marcorossi Artecontemporanea, nelle sedi di Milano (dal 3 ottobre al 15 novembre) e Verona (dal 5 ottobre al 15 novembre). Presentato in anteprima la scorsa estate nella sede di Pietrasanta, il ciclo pittorico «Fiori di croco» (nella foto uno dei dipinti) s’ispira al fiore amato nell’antichità, comune lungo quella Via Appia che, diretta a sud verso le terre abitate dai Greci, passava anche da Avellino, città dove Arcangelo è nato nel 1956, collegandola alla romana Maleventum, oggi Benevento. Il tutto con la sensibilità di un artista che ha fatto dell’orgoglio delle proprie origini e dell’amore per la propria terra, sentimenti principi nel suo linguaggio, lo strumento di un’apertura verso le culture del mondo. Lo raccontano anche le sculture in ceramica dalla serie «Case Dogon», in questa occasione affiancate ai dipinti. Accostamenti possibili come racconta lo stesso Arcangelo in alcuni suoi versi: «I viaggi verso l’Africa/ I misteri dei Dogon, dei Sanniti e degli Irpini / La terra unisce/ Tutto è pronto per un nuovo viaggio da lupo solitario».

Camilla Bertoni