Sargent a carboncino

È stato il ritrattista degli avi di Churchill e dei Guggenheim e, in generale, dell’aristocrazia, del bel mondo,
della politica, della società più illustre e dell’arte d’Europa e Stati Uniti
di epoca edoardiana. John Singer Sargent (1856-1925) era nato
a Firenze da genitori americani e per tutta la vita visse a metà tra i due continenti. Considerato «il ritrattista più importante della sua generazione» aveva una tecnica raffinatissima,
la capacità di cogliere la psicologia
del soggetto del ritratto con poche linee e tocchi di pittura, e un’abilità unica nell’uso del chiaroscuro.
Maestro della pittura a olio,
si cimentò anche con il carboncino per soddisfare un buon numero di commissioni. A questa parte della sua produzione, fondamentale per la conoscenza completa dell’opera dell’artista, ma meno conosciuta al grande pubblico, la Morgan Library
and Museum di New York, insieme
alla Smithsonian’s National Portrait Gallery di Washington, dedica ora,
dal 4 ottobre al 12 gennaio, la mostra «John Singer Sargent: Ritratti a carboncino», comprendente una selezione di opere da collezioni pubbliche e private europee e statunitensi. Nella foto, «Olimpio Fusco» (1900-10 ca), National Gallery of Art.

Viviana Bucarelli