Reperti dal contemporaneo

«La storia è un movimento continuo, che si fa ogni giorno», ha dichiarato Simone Fattal in un’intervista del 2016. Ed è proprio la storia, quella mitica di Odisseo o della saga di Gilgamesh, così come quella recente del Libano dilaniato dalla guerra civile, a offrire la materia grezza per le opere dell’artista. Nata a Damasco nel 1942, la Fattal studia filosofia a Beirut, dove comincia a dipingere. Nel 1980 abbandona il Libano in guerra insieme alla compagna Etel Adnan, con destinazione California: qui fonderà la Post-Apollo Press, casa editrice che pubblica letteratura di autori sperimentali, fra cui Marguerite Duras, Jalal Toufic e Leslie Scalapino. Ma sarà alla fine degli anni ’80 che l’artista comincia a sperimentare con l’argilla e la ceramica, con cui dà forma a figure fragili, dal carattere spesso antropomorfo, incarnazioni di memorie collettive e individuali. A seguire la retrospettiva dell’artista al MoMA PS1 di New York, la galleria Kaufmann Repetto le dedica un’esposizione fino al 16 novembre, dal titolo «Demeter and Dionysus». In mostra a Milano una selezione di dipinti degli anni ’70 e un gruppo di nuove sculture prodotte nei laboratori della fondazione Artigas di Barcellona (nella foto, «L’entraînement des athlètes», 2019).

F.Flo.