Ogni sguardo è violento

Berlino. Dopo aver trascorso un anno come artist in residence al Gropius Bau di Berlino, l’artista sinoamericano Wu Tsang (Massachusetts, 1982) vi presenta fino al 12 gennaio la personale «There is No Nonviolent Way to Look at Somebody», in cui, accanto a una selezione di video precedenti, presenta una nuova produzione centrata su un argomento di scottante attualità: i migranti. Con il suo linguaggio cinematografico ibrido, che combina finzione e documentario, Wu Tsang crea una personale coreografia che coinvolge sia gli attori sia la ripresa. Una serie di opere in vetro colorato ideate appositamente per le sale inondate di luce del Gropius Bau invita a una riflessione poetica sulla tensione scultorea fra trasparenza e opacità e sull’interazione di vetro, luce e testo (nella foto, un’immagine dell’allestimento). Il video «There is No Nonviolent Way to Look at Somebody», girato sull’isola di Lesbo, centro di accoglienza greco per i migranti dal Medio Oriente (Siria in particolare), si concentra sulla situazione attuale affrontata dagli isolani: il trauma dell’espulsione. Nel solo 2015, oltre 850mila rifugiati sono arrivati in Grecia, per lo più a Lesbo. Wu Tsang usa il realismo magico per documentare queste realtà, sfocando deliberatamente i confini tra realtà, finzione e narrativa surreale. Quella che viene comunemente definita «crisi dei rifugiati» è strutturalmente percepita nell’opera come crisi di rappresentanza. La gestione delle immagini in movimento, influenzata dalle tradizioni del film documentario, rappresenta un aspetto centrale dell’opera di Wu Tsang che vede due proiezioni video sovrapposte, in cui immagini, gesti, parole e voci si moltiplicano e si intersecano e mondi e spazi psicologici diversi si intrecciano, creando un «terzo» spazio indefinito.

G.P.M.