Morire sul palco a Shanghai

Nel mese di ottobre il Musée d’Orsay apre due mostre: un omaggio a Gustave Courbet, nell’anno del bicentario della sua nascita, dell’artista franco-cinese Yan Pei-Ming, e una performance del cipriota Christodoulos Panayiotou. È poi in corso la mostra «Degas à l’Opéra», iniziata a fine settembre, che esplora tutti gli aspetti della passione di Degas per il teatro, anche i meno noti, le sue amicizie con compositori e cantanti, e i suoi gusti musicali. Di Yan Pei-Ming è «Funerale a Shanghai» (dal primo ottobre al 12 gennaio), opera recente, in tre tele, realizzata dopo la morte della madre: «Ho capito, ha dichiarato l’artista, che il modo migliore di rendere omaggio a Courbet era di dipingere la mia vita». L’opera riprende i canoni di «Funerale a Ornans», capolavoro del realismo conservato al d’Orsay, che Courbet dipinse tra il 1849-50. La performance di Panayiotou (Lissamol, 1978), «Dying on Stage» (dal 19 ottobre al 19 gennaio) associa l’arte e la danza. Il progetto, pensato e realizzato appositamente per il d’Orsay, «è una mediazione sull’impossibile rappresentazione dell’arte moderna sulla scena». Anche in questo caso si tratta di un omaggio, ma all’esposizione su Degas che è presentata fino al 19 gennaio. Questa mostra, traendo spunto dai 350 anni dell’Opéra de Paris, è stata realizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, che l’accoglierà dal primo marzo al 5 luglio 2020. L’Opéra fu al centro del lavoro di Edgar Degas (1834-1917). Il maestro dell’Impressionismo dipinse molto le ballerine e dalla loro osservazione, sul palco, durante le lezioni e dietro le quinte, nacquero circa mille dipinti. La Bibliothèque Nationale de France ha prestato il primo carnet di disegni di Degas, mentre da Washington arriva «Il sipario» (1881 circa). Tra le opere del d’Orsay, una delle più intense è la «Piccola danzatrice di 14 anni», una statua di cera, materiale non nobile per l’epoca, talmente realistica da fare scandalo nel 1881.

Luana De Micco