#MeTwo

Le passioni di Ernesto Esposito, da Von Gloeden al Brasile contemporaneo

Ha lavorato per Marc Jacobs, Louis Vuitton, Fendi e molti altri. È stato amico di artisti come Cy Twombly, Joseph Beuys ad Andy Warhol. Ed è anche un globe trotter. Ernesto Esposito (Napoli, 1952) non si è mai considerato un artista, ma un bravo disegnatore di scarpe. Ha iniziato a collezionare arte contemporanea a 18 anni, folgorato a Parigi da una mostra di Warhol: una delle prime opere che comprò fu una sua litografia nella Galleria di Lucio Amelio. Quella di Ernesto Esposito è una delle collezioni più visionarie e multiformi d’Europa, come documenta il progetto espositivo «Me Two», nel Museo Ettore Fico. Si tratta di una grande mostra in due sezioni: «Some people. Fotografie da Von Gloeden a Warhol», curata da Andrea Busto (fino al 26 gennaio), e «Brasil! Focus sull’Arte brasiliana contemporanea», curata da Elisa Ravazzolo Botner (dal 30 ottobre al 16 febbraio). Fotografie originali e stampe vintage di Van Gloeden, Mapplethorpe, Helmut Newton, Bruce Weber, Cindy Sherman, Thomas Ruff, Wolfgang Tillmans, Gilbert and George e Thomas Struth, solo per citarne alcuni, compongono la prima sezione. Un excursus nella storia della fotografia che ripercorre decenni di cambiamenti in ambito sociale, politico e sessuale, rendendo inoltre conto della sempre maggiore autonomia ed emancipazione dell’obiettivo rispetto alle altre arti. La seconda sezione è invece dedicata ad artisti brasiliani delle ultime generazioni. Nelle loro opere hanno saputo fondere le influenze occidentali con la cultura e le tradizioni locali, la presenza di una natura preponderante (minacciata dai cambiamenti climatici) e le contraddizioni di un Paese segnato da forti disparità economiche e sociali. Tutti aspetti documentati da una appendice di pannelli, video e fotografie a corredo della mostra. Tra le opere esposte, dipinti, installazioni e sculture di Maxwell Alexandre, Marco Chaves, Laura Lima, Cildo Meireles, Ernesto Neto, Paulo Nimer Pjota, Rodrigo Torres, Adriana Varejão e molti altri artisti attivi negli ultimi vent’anni.

J.D.