Intrecci e trapassi

La grafica dagli anni ’20 ai ’40 e i riti funebri

Carpi (Mo). Che cosa hanno in comune l’arte tribale dell’Africa subsahariana e dell’Oceania con capolavori moderni quali le picassiane «Demoiselles d’Avignon», la produzione di altri grandi artisti come Modigliani, Braque e Matisse e più in generale di tanti esponenti delle avanguardie storiche? L’arte dei popoli extraoccidentali era fascinosa per gli europei fin dal XV secolo, ma solo alla fine dell’800, con alcune mostre epocali (Lipsia, 1892; Anversa, 1894; Bruxelles, 1897; Colonia, 1912; Parigi, 1907, 1917, 1919), si va oltre la curiosità per la produzione «primitiva» di popoli lontani e quei lavori soprattutto africani diventano una «moda» capace di influenzare appunto molti grandi nomi dell’arte. Di questo tema, limitatamente agli anni ’20-40 in campo grafico, si occupa la mostra «Personae. Picasso, Kirchner, Chagall, Rouault», realizzata per la cura di Manuela Rossi nell’ambito della XIX edizione della Biennale di xilografia contemporanea, visibile fino al 6 gennaio ai Musei Civici di Palazzo dei Pio. Lungo il percorso sono esposte quaranta opere, xilografie, incisioni e rari libri d’artista, questi ultimi della raccolta di Corrado Mingardi di Parma: si va da celebri grafiche come il libro Umbra Vitae del poeta Georg Heym, illustrato nel 1924 da 47 xilografie di Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938) al volume di Le chef-d’œuvre inconnu di Balzac con acqueforti originali e incisioni in legno di Pablo Picasso (1881-1973). E ancora, di Georges Rouault (1871-1958) ci sono esempi delle 105 xilografie di Réincarnations du Père Ubu collocate a fianco di libri d’artista dell’editore parigino Ambroise Vollard firmati da Marc Chagall (1887-1985).
Presso le ex carceri di Palazzo Pio, inoltre, fino al 3 novembre, è allestita «Vixi. Persone e personaggi al trapasso dalla vita alla morte», a cura di Natascia Arletti ed Eleonora Zanasi: esposti anche pezzi rari: il lunghissimo testamento di Guido Pio del 1336, quello del secolo successivo di Galasso Pio, foto del funerale di Manfredo Fanti (1865) e altre relative a riti funebri del ’900.

Stefano Luppi