Incredibile che cos’hanno dissotterato

Berlino. «Il più grande scavo archeologico di Berlino: l’area archeologica di Biesdorf» è il titolo della mostra che il Neues Museum ospita dal 2 ottobre al 19 aprile, frutto della collaborazione di Museo di Preistoria e Storia Antica, Soprintendenza Regionale per i Monumenti di Berlino e Museumsdorf Düppel, che insieme agli studenti della Freie Universität Berlin (FU) presentano l’opera degli archeologi nella metropoli tedesca. Gli scavi che vi vengono doviziosamente documentati sono stati svolti dal 1999 al 2014 nel quartiere di Biesdorf (oggi incluso nel distretto Marzahn-Hellersdorf), in vita da oltre diecimila anni sulle rive del fiume Wuhle sulla destra della Sprea. Insospettabilmente, proprio in una delle zone più depresse della città moderna, nota per i suoi tristi casermoni socialisti, sorsero in piena Età della Pietra i primi insediamenti: qui gli archeologi hanno compiuto alcuni straordinari ritrovamenti che la mostra in parte espone, in parte ricostruisce per i visitatori, mentre gli studenti della FU vi simulano accanto lo svolgimento degli scavi e il modus operandi dei propri docenti, organizzando anche workshop per il pubblico. Oltre 100 pozzi e fontane costruiti a partire dell’Età del Bronzo e fino al Medioevo con tecniche in costante evoluzione sono l’elemento più caratteristico di un’area di oltre 22 ettari in cui è stata ritrovata la spettacolare «maschera di cervo» (9000 a.C. ca, nella foto) probabilmente usata da uno sciamano (o sciamana) per i rituali della comunità.

Francesca Petretto