Il viveur di Montmartre

«Toulouse-Lautrec. Decisamente moderno» è la retrospettiva che il Grand Palais, nei saloni delle Galeries Nationales, dedica dal 9 ottobre al 27 gennaio al «cantore di Montmartre», l’insaziabile viveur che fu interprete sagace dei vizi delle notti parigine e l’inventore dei più celebri manifesti del Moulin Rouge. Ma la mostra, ricca di 200 opere, realizzata in collaborazione con i musei d’Orsay e dell’Orangerie, propone un approccio nuovo che, al di là del folklore dei cabaret e del cancan, valorizza il ruolo centrale degli anni di formazione (vicino a Princeteau, Bonnat e Cormon) e delle fonti di ispirazione (come il Giapponismo, che si respira nella serie «Elles») per riscoprire «l’ambizione estetica e poetica» con cui Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) ha poi avviluppato tutta la sua opera. Il Pushkin di Mosca ha prestato il suo ritratto della cantante del Moulin Rouge Yvette Guilbert (nella foto), che il museo parigino ha scelto per il manifesto della mostra. La Bibliothèque Nationale de France, che possiede l’integralità dell’opera litografica di Toulouse-Lautrec, ha aperto per l’occasione gli archivi del suo dipartimento delle Stampe e Fotografie. Molte opere, tra cui «Il salone della rue des Moulins» del 1894, arrivano dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi, la città natale dell’artista.

Luana De Micco