Il lato sconosciuto di Mondrian

In collaborazione con il Kunstmuseum dell’Aia, il Musée Marmottan-Monet allestisce fino al 26 gennaio 67 opere figurative di Piet Mondrian (1872-1944) che mostrano dunque un aspetto meno noto del lavoro del maestro olandese, pionere dell’Astrattismo. Opere appartenute a Salomon Slijper (1884-1971), il più grande collezionista di Mondrian e suo mecenate, che, alla sua morte, lasciò la sua collezione al museo dell’Aia. La maggior parte delle opere esposte in «Mondrian figurativo. Una storia sconosciuta» viaggia raramente e la metà è a Parigi per la prima volta. Una di queste, «Mulino al sole» (1908), molto fragile, non sarà più autorizzata a lasciare L’Aia dopo la mostra parigina. Il percorso cronologico si apre su un’opera di gioventù, il disegno di una lepre morta, realizzato nel 1891. Segue una sezione con i paesaggi dipinti tra il 1898 e il 1905, perlopiù delle vedute della regione verde del Gooi, a est di Amsterdam, con uno stile ancora vicino alla scuola classica olandese. A partire dal 1907, se i temi sono semplici, mulini e alberi soprattutto e ritratti, lo stile si fa bruscamente moderno. Di questi anni sono lo spettacolare «Mulino di sera» (1907-08, nella foto), con i suoi colori fauve, e «Ritratto di ragazza in rosso» del 1908.

Luana De Micco