Gerstl con Schiele e Kokoschka

Il pittore viennese al Leopold Museum

Vienna. Richard Gerstl fu assieme a Egon Schiele e Oskar Kokoschka uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo austriaco, e ancor più di quello spirito a cavallo fra ’800 e ’900 che rese Vienna un determinante crocevia di arti, architettura, cultura e scienza.
Tendenzialmente meno considerato dei due artisti coevi, nato a Vienna nel 1883 e ammesso già all’età di 15 anni all’Accademia di Belle Arti, Gerstl ebbe una carriera ancora più breve di quella di Schiele: la sua produzione si concentra tra il 1902 e il 1908 e ha un fulcro fondante negli autoritratti, che come un sismografo documentano il suo divenire. Oggi una settantina di lavori consentono un’attribuzione certa. Come per Schiele, anche per Richard Gerstl il Leopold Museum di Vienna vanta la maggiore collezione al mondo, con 16 dipinti. A distanza di 25 anni dall’ultima grande mostra monografica in Austria, il Leopold propone fino al 20 gennaio in collaborazione con la Kunsthaus di Zug un composito percorso dal titolo «Richard Gerstl. Ispirazione ed eredità», affiancando anche lavori di artisti cui Gerstl si ispirò o a lui coevi, e opere di nostri contemporanei che hanno mostrato di apprezzare il pittore viennese, fra cui Martha Jungwirth, Georg Baselitz e Paul McCarthy. Lontano dalla cerchia secessionista, interessato a neurologia e psicologia, a letteratura, teatro e musica, Gerstl fu molto vicino fra l’altro ai compositori più all’avanguardia del tempo, da Gustav Mahler ad Alban Berg, e in particolare ad Arnold Schönberg, cui impartiva lezioni di pittura e di cui oggi sono noti numerosi lavori espressionisti di ottimo livello. La passione di Gerstl per Mathilda Schönberg diede tuttavia inizio a un triangolo amoroso, scoperto dal compositore nell’estate del 1908: la brusca fine di ogni contatto prostrò il giovane, allora venticinquenne, in una fatale depressione. Il 4 novembre del 1908 si suicidò nel proprio atelier.

Flavia Foradini