Delicato ma di carattere

Berlino. Per chi ancora non conoscesse uno dei più prolifici, sensazionali pittori tedeschi dell’Ottocento, la mostra «Menzel pittore su carta» allestita al Kupferstichkabinett fino al 19 gennaio si presenta come un’ottima chance per poterne ammirare l’incredibile maestria coloristica profusa in grandi tele che lo resero celebre in tutto il mondo, applicata altresì in una produzione ingiustamente e fino a poco tempo fa rimasta in secondo piano. Alcune opere di Adolph Menzel (1815-1905), sorte comune a molti artisti a queste latitudini, andarono perdute durante la seconda guerra mondiale, altre sono tuttavia ricomparse, contribuendo a rimpinguare il ricco bottino della Collezione di disegni e stampe al Kulturforum che ora ne vanta oltre seimila su carta, fra pastelli, acquerelli e gouache. A questi, al Menzel «Maler auf Papier», è dedicata la mostra: al maestro di una tecnica delicata eppure di carattere, utilizzata non solo per la creazione di opere indipendenti ma anche di lavori preparatori a famosi dipinti su tela, come l’«Incoronazione di Guglielmo I» (1865), forse il suo dipinto più noto e studiato. Con la curatela di Werner Busch, Claude Keisch, Anna Marie Pfäfflin e Georg Josef Dietz. Nella foto, «Il pattinatore» (1855-56), Berlino, Staatliche Museen.

Francesca Petretto