Comunista e poeta

Al M-HKA l’ironia di Broodthaers

Anversa (Belgio). Il museo d’arte contemporanea M-HKA di Anversa presenta «Sole Politico», una retrospettiva di Marcel Broodthaers (dal 4 ottobre al 19 gennaio). A partire dal 2015, diverse istituzioni, tra cui il MoMA, il Reina Sofía e il K21 di Düsseldorf, hanno ospitato un’importante mostra itinerante dedicata all’opera dell’artista belga, modificandola a seconda delle specificità di ciascun museo. Distinguendosi dai colleghi internazionali, il M-HKA ha deciso di dar vita a un progetto proprio e inedito, che consente di presentare al pubblico documenti rari, frutto delle ricerche svolte per l’occasione. In particolare, uno dei cardini della mostra è il ruolo svolto dalla storica galleria di Anversa Wide White Space (chiusa nel 1976), che tra gli anni Sessanta e Settanta ospitò alcune delle mostre maggiori dell’artista.
Figlio di padre fiammingo e madre vallona, Marcel Broodthaers (1924-76) è considerato uno dei protagonisti più affascinanti dell’arte del Novecento. Giovane appassionato di poesia e membro del partito comunista, Broodthaers inizia il suo percorso nel mondo dell’arte all’inizio degli anni Sessanta, intuendo le tendenze del mercato e sfruttando ironicamente il principio della Pop art. «Sole Politico» è realizzata in stretta collaborazione con Maria Gilissen e Marie-Puck Broodthaers, rispettivamente moglie e figlia dell’artista. Tra i prestiti di maggiore spicco, un’installazione del 1975 «Decor: A conquest by Marcel Broodthaers» proveniente dalla V-A-C Foundation di Mosca, visibile in Belgio per la prima volta.
L’esposizione conclude una serie di monografiche che il M-HKA ha dedicato a tre protagonisti della storia dell’arte contemporanea, particolarmente legati alla città di Anversa: prima di «Sole Politico», il museo ha inaugurato retrospettive dell’opera di Joseph Beuys (nel 2017) e di James Lee Byars (nel 2018).

Bianca Bozzeda