Bonvicini, Restliffe e telefoni

Qualche volta l’apparenza inganna, ma qualche volta no. Imponenti e austere architetture rispecchiano spesso le strutture di potere di cui sono emanazione. Un tema caro a Monica Bonvicini (1965), che da sempre indaga la relazione tra architettura e condizionamenti culturali. All’artista veneziana (di nascita) dedicano una personale le Ogr, nel Binario 1 dal 31 ottobre a 9 febbraio. Le ex Officine Grandi Riparazioni, con le immense navate in cui un tempo si riparavano i convogli ferroviari, hanno particolarmente ispirato l’artista, che per l’occasione ha realizzato un progetto site specific intriso di riferimenti storici, politici e sociali. La nuova installazione, pulita, asciutta e rigorosa, pone il visitatore a tu per tu con il confine tra pubblico e privato, passato e futuro, sorveglianza, potere e sottomissione (nella foto, «All Day Night Smoke», 2018). Il Binario 2, invece, dal 31 ottobre al 5 gennaio, ospita la prima personale italiana del fotografo brasiliano Mauro Restiffe. I suoi scatti in bianco e nero, appositamente realizzati, raffigurano architetture di Torino e altre città italiane di architetti come Carlo Mollino, Piero Portaluppi, Franco Albini e Carlo Scarpa, amplificando il dialogo tra uomo, architettura e paesaggio affrontato dalla Bonvicini. Nello spazio Duomo, infine, dall’1 al 3 novembre, Artissima Telephone, nuova sezione distaccata della fiera d’arte contemporanea voluta da Ilaria Bonacossa (direttrice di Artissima) e curata da Vittoria Martini (cfr. p. 19).

J.D.