Astrazioni sperimentali

Hans Hartung torna a Parigi dopo 50 anni

In linea con il suo interesse per l’arte astratta, il Musée d’art moderne de Paris, dove si è chiusa di recente una mostra su Zao Wou-Ki, propone ora «Hans Hartung. La fabbrica del gesto», un’ampia retrospettiva che, dall’11 ottobre al primo marzo, allestisce circa 300 opere. L’ultima grande mostra parigina dedicata al precursore dell’astrattismo risale al 1969 ed era stata organizzata al Musée d’art moderne del Centre Pompidou. Ora la mostra del MAM, divisa in quattro sequenze cronologiche, insiste sul carattere innovativo dell’opera di Hans Hartung (1904-89), le sperimentazioni sul colore, la diversità dei supporti, delle tecniche e degli strumenti che ha via via utilizzato. Sono esposte dunque le tele, ma non solo, anche le fotografie, le opere grafiche, le ceramiche e alcune pietre dipinte. Le opere arrivano dalla Fondation Gandur di Ginevra o dalla Kunstsammlung di Düsseldorf, ma soprattutto dalla Fondation Hartung-Bergman, che l’artista franco-tedesco (nato a Lipsia) ha creato nel 1994 insieme alla moglie Anna-Eva Bergman, anche lei pittrice, ad Antibes, dove è morto a 85 anni. Questa mostra omaggio segue l’acquisizione da parte del museo di Parigi nel 2017 di quattro tele di grande formato degli ultimi anni di Hartung e apre anche una nuova fase poiché il MAM, sempre l’11 ottobre, inaugura anche i suoi nuovi spazi con l’ampia hall per l’accoglienza del pubblico, più spaziosa e luminosa, pensata dall’agenzia d’architetti h2o (i lavori, iniziati nel 2018, sono costati 10 milioni di euro). Il museo ha anche rinnovato il suo percorso permanente e, parallelamente alla retrospettiva su Hartung, propone la mostra «You» (fino al 16 febbraio), che allestisce una cinquantina di opere di artisti contemporanei della collezione privata Lafayette Anticipations.

Luana De Micco