Archeologia del contemporaneo

L’artista cipriota Christodoulos Panayiotou, archeologo della contemporaneità, disseppellisce materiali d’archivio e svela narrazioni nascoste per riflettere su questioni di storia locale, identità collettiva e antropologia culturale. In occasione della sua prima antologica in Gran Bretagna, fino al 5 gennaio, il Camden Arts Centre di Londra presenta lavori prodotti nell’ultimo decennio. Tra le opere in mostra quella che presta il titolo all’intero progetto espositivo: «Act II: The Island», uno sfondo teatrale ripiegato su se stesso che raffigura un’isola tropicale. Per l’artista, l’atto di nascondere l’immagine di un paesaggio ideale è funzionale a una narrazione aperta, soggettiva, attivata dall’immaginazione dello spettatore, nonché allusione allo stato attuale delle «isole britanniche«, di cui la Brexit sta pericolosamente riconfigurando la geografia politica. Occupano gli spazi della galleria londinese una serie di grandi dipinti monocromi, prodotti dai residui di migliaia di banconote euro demonetizzate e ridotte in poltiglia, e «Independence Street» (2012), un’installazione monumentale composta da pali dell’elettricità che un tempo sorgevano su suolo cipriota: relitti dell’infrastruttura colonialista britannica, smantellati dopo l’indipendenza e ora tornati in madrepatria. Nella foto, «Ioustos Sigismoundus», 2015.

F.Flo.