Il corpo della donna evocato dalla voce

Il corpo della donna evocato dalla voce 

AlbumArte, la galleria di Stefania Miscetti, si è caratterizzata negli anni come spazio espositivo attento alle istanze femministe e alla riflessione sul tema del gender. Con la mostra «Reflecting Women» di Kristina Inciuraité (1974) continua questo percorso attraverso il lavoro di una delle più rinomate artiste lituane. L’esposizione, visitabile dal 16 settembre al 26 ottobre, è curata da Benedetta Carpi De Resmini e presenta quattro videoinstallazioni, dal 2003 al 2016, tutte incentrate sull’identità (nella foto, un fotogramma di «Spinsters», 2003). Il titolo stesso fa riferimento a una riflessione sulla figura femminile ma anche a un riflesso, «inteso come percezione che ognuno di noi ha attraverso l’osservazione degli altri». Negli anni la Inciuraité ha utilizzato in particolare il video come elemento narrativo, facendo della voce fuori campo un elemento caratterizzante, anche per evitare di mostrare le sue protagoniste. La riflessione sul corpo della donna viene così paradossalmente fatta attraverso la sua assenza, ciò che ne rimane è, infatti, solo il suono della voce. Con il video «The Eco of the Shadow», un documentario sperimentale girato in Cina nel 2015, l’artista riesce ad esempio a interrogarsi anche sul rapido sviluppo urbanistico avvenuto nel Paese e la nascita del fenomeno delle città fantasma.

Silvano Manganaro