Giovane nelle tele, maturo nelle incisioni

Amburgo. Il 30 agosto, poco più di un mese prima del 350mo anniversario della morte di Rembrandt (avvenuta il 4 ottobre 1669), l’Hamburger Kunsthalle ha inaugurato la mostra «Rembrandt. Capolavori dalla collezione» (aperta fino al 5 gennaio). La collezione anseatica al Gabinetto di Stampe e Disegni del Museo, ereditata per lascito testamentario del suo donatore Georg Ernst Harz, vanta una delle più grandi raccolte al mondo di incisioni del maestro di Leida, oltre 300 in tutto. Quanto si può ammirare nelle sale del Kupferstichkabinett è, come rivelato dal titolo dell’esposizione, una preziosa selezione di circa 60 capolavori, incisioni di paesaggi, ritratti e opere a tema religioso di Rembrandt, al fianco di alcune celebri opere su tela dalla collezione di casa di Old Masters: «La presentazione al Tempio» (1627), «Ritratto di Maurits Huygens» (1632), «Il ripudio di Agar» (1612) di Pieter Lastman (1583-1633), maestro attivo nella bottega di Rembrandt nel 1625. Interessante notare che mentre le incisioni risalgono quasi tutte al periodo maturo della sua attività, le due tele di suo pugno sono ascrivibili ai primi anni fra Leida e Amsterdam: il contrasto che ne risulta è di sicuro effetto.

Francesca Petretto