Frank mai visto

Berlino. «Robert Frank. Unseen» è il titolo della mostra che C/O Berlin dedica dal 13 settembre al 30 novembre al grande artista svizzero-americano (Zurigo, 1924), 34 anni dopo la sua prima comparsa (nel 1985) nei medesimi locali dell’Amerika Haus. Fotografo, scrittore e cinematografo cult per molte generazioni di artisti dal secondo dopoguerra in poi, Frank ha saputo unire nel suo dirompente libro d’esordio «The Americans» (1959), considerato un’icona della storia della fotografia mondiale anche grazie all’introduzione del caro amico e a lungo collaboratore artistico Jack Kerouac, una fino ad allora inedita visione documentaria col nuovo genere del road movie fotografico: 83 scatti in bianco e nero che fecero epoca. Davvero on the road lungo tutto l’arco della sua vita e per un totale di oltre 30mila scatti e oltre 600 film, il fotografo non si è limitato a narrare solamente gli Stati Uniti della Beat Generation: alle opere inedite selezionate fra quelle dei primi anni di attività in Svizzera, in giro per l’Europa e nei primi reportage dal Sud America, alle molte e poco note statunitensi anni ’50, mai pubblicate con scopi editoriali, e ad alcuni scatti classici, è dedicata questa esposizione, che ha voluto indagare le origini della formazione del suo particolare linguaggio fotografico, evidentemente dotato fin dal principio di un grande potere narrativo, eppure solo in un secondo momento riconosciuto a livello internazionale. Nella foto, «White Tower, New York» (1948).

Francesca Petretto