Foschi esperimenti Rosa

Polaroid e film dell’artista urbinate

Firenze. «Rosa Foschi, polaroid ROSA e film FOSCHI» (fino al 31 ottobre) è il titolo della mostra, a cura di Ilaria Bernardi alla Galleria Il Ponte, che si concentra su due aspetti della poliedrica attività dell’artista urbinate (1943), regista e fotografa, pittrice e poeta, che negli anni Sessanta si stabilisce a Roma, dove frequenta il Centro sperimentale di Cinematografia. Tra la fine di quel decennio e l’inizio del successivo si collocano infatti i tre cortometraggi in disegno animato (ora depositati presso la cineteca di Bologna), prodotti dalla «Corona cinematografica» di Ezio Gagliardo: «Amour du cinéma» (1969), a partire dalle foto di Ileana Ghione, attrice e moglie di Gagliardo scattate dall’artista concettuale Luca Maria Patella, marito della Foschi, «Ma femme» (1970), con musica di Vieri Tosatti, ispirato alla Nouvelle Vague (e soprattutto al film di Godard «Une femme est une femme») e «Amore e Psiche» (1971), con rimandi narrativi a «L’asino d’oro» di Apuleio, memore degli studi classici della sua formazione. Nell’immaginario della Foschi, che condivide col marito (cui la galleria Il Ponte ha dedicato una mostra nel 2017) un forte slancio sperimentale dando vita a un sodalizio artistico che prosegue negli anni, si mescolano fotografia, collage, riprese dal vero, animazione di oggetti e disegno animato fino a creare, come notava Bruno di Marino, un «coloratissimo continuum visivo, che trapassa con nonchalance da uno stile naïf, da disegno infantile, a immagini di tipo pop e optical». 

Al Ponte anche la selezione di polaroid che risalgono invece agli anni Ottanta-Novanta. Qui la Foschi affronta il tema della natura morta creando composizioni con oggetti di uso comune,  ritratti di personaggi (come Antonin Artaud) o immagini di opere celebri (quali le stampe di Dürer) generando effetti stranianti, memori, come notato da Paolo Barbaro, di Dada. Attingendo a un repertorio iconografico molto ampio, con frequenti rimandi iconologici e alle indagini alchemiche e cosmologiche al centro degli interessi dello stesso Patella, ma anche di Maurizio Calvesi, la Foschi mostra rigore ed equilibrio e svela relazioni sottese, con sottigliezza e ironia. 

Laura Lombardi