Finestre vegetali

Nella mostra «Paintings», che si tiene dal 14 settembre al 26 ottobre, alla galleria Karsten Greve sono allestite una ventina di opere inedite di Georgia Russell. L’artista scozzese (Elgin, 1974), nota per i suoi libri sculture, volumi antichi che ha tagliato e modellato con lo scalpello, dal 2015 si interessa alla pittura su tela. Rispetto alle prime tele, caratterizzate da effetti ottici cinetici, queste nuove opere esposte dalla galleria parigina del Marais, che rappresenta la Russell sin dai suoi inizi, mostrano un’evoluzione verso una sempre maggiore epurazione del risultato. La pittura è quasi monocromatica, prevalgono i toni del grigio, del blu, del verde, il supporto in plexiglas viene abbandonato quasi del tutto a favore del telaio in metallo (ne è un esempio «Untitled (New Painting 1)», nella foto). «Tutto si gioca sulle sfumature create da una materia pittorica, acrilico e gouache, molto diluita», spiega la galleria. La Russell trae ispirazione dalla natura e dai colori della sua terra natale, ma anche da più lontano: come nelle mashrabiyya, le tipiche aperture a griglia delle case dei Paesi arabi, «ciò che conta è il rapporto tra la superficie piena della tela, la sua opacità e rigidità, e lo spazio vuoto creato dalle incisioni che compongono i motivi grafici ritmici». Le sue tele diventano allora delle «finestre vegetali».

Luana De Micco