Corpi vivi e corpi cose

Alberta Pane presenta fino al 5 ottobre una personale di Christian Fogarolli dal titolo «Il corpo d’aria». Nel suo nuovo lavoro l’artista trentino (1983), interessato alla genetica e alle neuroscienze, prosegue la sua ricerca sul rapporto tra arte visiva e discipline scientifiche. Per «Il corpo d’aria» si ispira al dualismo filosofico di «Körper-Leib», dove il termine Körper si riferisce al corpo in termini oggettivi e materiali, e Leib, in relazione all’anima, è il corpo dotato di vita. Nella galleria  di rue de Montmorency, trasformata in uno spazio asettico come una sala d’ospedale, Fogarolli indaga sul rapporto tra strumento, corpo e anima allestendo fotografie provenienti da archivi di istituzioni mediche, strumenti chirurgici, luci, liquidi chimici (nella foto, un particolare dell’installazione). «La mostra, spiega il critico Ángel Moya García, si propone come il tentativo di mettere in evidenza gli errori e gli equivoci di certi progressi scientifici, analizzando come la sistematicità delle pratiche collaudate della scienza, e della medicina, spesso eludono la soggettività».

Luana De Micco