Un esercito invincibile

Berlino. Mostra speciale del Museum für Islamische Kunst, questa «Elefantengeschichten. Moghulindische Miniaturmalerei» fino all’11 agosto al Pergamonumuseum illustra, attraverso una scelta fra i suoi più preziosi esemplari di pittura miniaturista indo-islamica e ceramica iranico-egiziana, l’insolita storia delle relazioni uomo-elefante nella cultura Moghul. Tema prediletto di poeti e artisti, gli elefanti costituivano anche un inestimabile tesoro per i sovrani: il re Jahangir (1605-27) ne possedeva ben 11.300 per un esercito invincibile in battaglia e una maestosa scorta in tempo di pace. Erano dunque importantissimi strumenti di propaganda per l’autorappresentazione del potere e della sontuosità delle corti in opere d’arte e/o giorni di festa, per sfilate e parate, ma anche attori attivi nelle cruente battaglie che li vedevano, l’uno contro l’altro o in spettacoli di massa, uno degli intrattenimenti prediletti di principi e sudditi. Gli eroi dell’esercito Moghul vantavano la fama di intrepidi cavalieri, cacciatori e addomesticatori di elefanti selvatici: le loro fantastiche storie furono per secoli l’oggetto prediletto degli artisti miniaturisti e ceramisti di corte. 

Francesca Petretto