Tessuti preziosi e contesse alla moda

Trento e Vigo di Ton. Riecheggia la moda tra le valli del Trentino. Occasione rara di conoscere i tessuti antichi più lussuosi, i piviali di velluto, le pianete intrecciate di fili d’oro e d’argento, le dalmatiche in sete colorate (nella foto, dalmatica, fine XV secolo – inizio XVI secolo, in velluto, ricami con filati di seta e oro filato, manifattura delle Fiandre), è quella offerta dal Castello del Buonconsiglio di Trento, attraverso meravigliosi dipinti a soggetto sacro di Altobello Melone, Michele Giambono, Francesco Torbido, Rocco Marconi e il misterioso Maestro di Hoogstraeten. Ma anche grazie alla visione diretta di preziosi tessuti (molti i materiali inediti, italiani e dal Nord Europa, a dimostrazione anche dei flussi commerciali): quelli ad esempio che compongono il parato di papa Niccolò V (proveniente dal Museo del Bargello di Firenze), commissionato nel 1450 dalla città di Siena e donato al pontefice in occasione della canonizzazione di San Bernardino, o il cappuccio di piviale del Castello Sforzesco di Milano, restaurato per l’occasione (con un pizzo per il cui disegno si ipotizza la mano di Botticelli). La mostra «Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento», a cura di Laura Dal Pra, sarà inaugurata il 12 luglio e resterà visitabile fino al 3 novembre.

La moda delle contesse Thun, tratta dalle riviste illustrate del XIX secolo conservate nella biblioteca Thun, è invece al centro della mostra «À la mode française», a cura di Emanuela Rolandini, in corso fino al 27 ottobre a Castel Thun (Vigo di Ton, Tn).

Camilla Bertoni