Sopravvivenze

Bard (Ao). «L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo» rappresenta l’unico evento espositivo al di fuori dell’Abruzzo, nel decennale del tragico terremoto del 6 aprile 2009. Ospitata fino al 17 novembre nel Forte di Bard, la mostra presenta 14 opere restaurate (oreficerie, sculture in terracotta, pietra e legno, dipinti su tavola e tela) provenienti da chiese aquilane e dal Munda, Museo Nazionale d’Abruzzo. Dalle Madonne con Bambino del Maestro di Sivignano e di Matteo da Campli (1470-80, Chiesa di Santa Maria del Paradiso Pizzoli; nella foto) a quella detta Delle Grazie; dal grande Crocefisso della Cattedrale alla Croce processionale di Giovanni di Bartolomeo Rosecci; dall’elegante san Michele Arcangelo di Silvestro dell’Aquila allo splendido san Sebastiano di Saturnino Gatti; dal sant’Equizio di Pompeo Cesura fino alle grandi tele di Mijtens. L’esposizione è un omaggio alla città dell’Aquila e alla sua ricchezza artistica. Ideato da Marco Zaccarelli, il progetto è promosso dall’Associazione Forte di Bard con la Città dell’Aquila, la Regione Abruzzo e la partecipazione, oltre che del Munda, dell’Arcidiocesi Metropolitana dell’Aquila e della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del cratere e del Segretariato Regionale dell’Abruzzo. «Aosta e Abruzzo sono due territori montani, spiega Zaccarelli, ed entrambi condividono una forte devozione mariana e la presenza di numerose cappelle di montagna. Questa  non è solo una mostra, ma una storia di sopravvivenze».

Emmanuele Bo