Sguardi (e premi) differenti

San Vito al Tagliamento e Spilimbergo (Pn). Nasce nel 1955, con la costituzione del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, il percorso che porta il Craf di Spilimbergo a essere oggi uno dei centri più interessanti per la promozione e lo studio di fotografi emergenti e non. Rinnova la sua missione anche quest’anno con la 33esima edizione della rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia, che si articola attorno al tema «Sguardi differenti» e presenta tre mostre di autori che hanno saputo interpretare la complessità del mondo dai propri particolari punti di vista: Giorgio Lotti e Giulia Iacolutti, vincitori rispettivamente del Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia per un autore nazionale e per uno regionale, e Martín Weber, cui il Craf conferisce l’International Award of Photography. «Jannah. Il giardino islamico del Chiapas» di Giulia Iacolutti, fino all’1 settembre presso le Vecchie Carceri di San Vito al Tagliamento, documenta la vita di una piccola comunità tzotzil in Messico, dove convivono in perfetto sincretismo tradizioni indigene e dottrina religiosa islamica, a cui la comunità si è convertita. Fino al 18 agosto, invece, Palazzo Tadea di Spilimbergo ospita «Mapa de los sueños latinoamericanos» di Martín Weber. Il progetto, portato avanti dal 1992 fino al 2013, esplora desideri e speranze delle persone incontrate lungo tutta l’America Latina, a cui l’autore ha chiesto di esternare tramite una lavagnetta i propri sogni mai realizzati. La terza e ultima mostra della rassegna si tiene dal 24 agosto al 22 settembre, sempre a Palazzo Tadea, e presenta «Cina Cina Cina» di Giorgio Lotti, storico fotografo di «Epoca». Costruita estrapolando dall’immenso archivio dell’autore immagini (nella foto «Villaggio Miao») realizzate in svariati viaggi compiuti dal 1974 fino al 2002, la mostra documenta le enormi trasformazioni che hanno coinvolto il Paese e i suoi abitanti.

Monica Poggi