San Girolamo con le ditate

Simbolo di gentilezza, buon cuore, umanità e coesistenza pacifica di uomini e animali, tra le altre cose, san Girolamo (347-420), che, senza timore, tolse la spina dalla zampa del leone ferito, è rappresentato da Leonardo, nel «San Girolamo nel deserto» (1483; nella foto) con il re della foresta al suo fianco, secondo la tradizione iconografica. Nel capolavoro mancano tuttavia altri simboli con cui viene di solito ritratto il santo poiché l’opera non è finita, così come «L’Adorazione dei Magi» degli Uffizi. A partire dal 15 luglio al 6 ottobre, quest’unica opera romana di Leonardo, in prestito dai Musei Vaticani (dove è stato oggetto fino al 22 giugno di una mostra speciale), è esposta al Metropolitan Museum of Art quale celebrazione dei cinquecento anni dalla sua morte (1452-1519). Opera sorprendente per lo studio dell’anatomia umana e resa psicologica del suo protagonista (santo, teologo e padre della Chiesa) è un’ulteriore espressione dello spirito scientifico del suo autore che fa dell’arte, oltre che capolavoro estetico, strumento d’indagine e di analisi della realtà. Il fatto che sia incompiuta inoltre consente al visitatore la rara occasione di catturare diversi aspetti del processo creativo del maestro e addirittura, a un sguardo attento, rivela la presenza delle impronte delle dita del genio. 

 Viviana Bucarelli