Preferirei di no

Luca Lo Pinto ha concepito per la Galerie Emanuel Layr (fino al 31 agosto) un’esposizione tanto densa a livello concettuale quanto limpida e semplice nell’allestimento. Con il titolo «Lost in the pool of Shadow. Un rifiuto comprensibile» riunisce nove artisti accomunati, come scrive lo stesso Lo Pinto, «da pratiche artistiche ed esistenze animate da un rapporto di rifiuto, di sfida e insieme di urgenza di affermare la propria voce all’interno del sistema culturale in cui si sono mosse o tuttora si muovono». Ecco allora un’opera di Vincenzo Agnetti (1926-81) dal titolo «Ritratto-Oggi io e te abbiamo detto di no» (1970), che fa un po’ da chiave di lettura dell’intera esposizione. Alcuni provini a contatto che ritraggono la poetessa Amelia Rosselli (1930-96; nella foto) e una sua cartolina inviata al poeta Dario Bellezza, mentre la musica elettronica di un disco di Franca Sacchi (1940) fa da colonna sonora alla mostra. Ci sono poi il ricordo di un intervento di Cloti Ricciardi (1939) a Incontri internazionali d’Arte nel 1972, il calco del proprio sesso, opera di Suzanne Santoro (1946) e quattro disegni di Roman Stanczak (1969), che quest’anno ha rappresentato la Polonia alla Biennale di Venezia. Completano la rassegna tre «guanti» opera di Cinzia Ruggeri (1945); le poesie visive di Patrizia Vincinelli (1943-91) e un’installazione pittorica di Sarah Margnetti (1983): quattro colonne in trompe l’œil dall’aspetto vagamente antropomorfo e spiazzante.

Si.M.