Nathalie, da Memphis alla pittura

Lipsia. Nata a Bordeaux nel 1957, Nathalie Du Pasquier vive e lavora a Milano dal 1979 dove insieme al collettivo di design e architettura Memphis, cofondatrice e sotto la direzione di Ettore Sottsass, ha creato e progettato fino al 1986 molti noti lavori di design di mobili, tessuti e tappeti. Già agli inizi della carriera si era cimentata nel design della moda, quindi di abiti, accessori e gioielleria, scoprendo in seguito la passione per la pittura, attualmente la sua forma di espressione artistica prediletta. Ha vinto il Prize Inform for conceptual design, incentrato sull’interfaccia arte/graphic-design, annualmente organizzato da GfZK-Galerie für Zeitgenössische Kunst Leipzig che, da regolamento, le ha dedicato la mostra dell’anno. «Fair Game Leipzig-Nathalie Du Pasquier» (fino al 29 settembre) giunge in Germania dopo una prima tappa all’International Center of Graphic Arts di Lubiana, con la curatela di Kate Sutton, e si arricchisce delle opere di oltre 35 anni di carriera, dagli inizi da autodidatta all’ultima fase dedita alla pittura. Sempre presente e riconoscibile l’influsso dei suoi più grandi amori: i motivi tessili, i colori e i disegni africani; la Wiener Werkstätte di Josef Hoffmann e Koloman Moser (1903-32 ca), figlia della Secessione Viennese e dello Jugendstil; il movimento inglese Art & Crafts. La maggior parte dei suoi quadri sonda e raffigura le relazioni tra forme, oggetti e spazio; le differenze tra superfici vengono spesso annullate, così come nel processo creativo fra pittura e grafica, e pareti, pavimento e soffitto si fondono in un tutt’uno continuo di tappeti, tele e carta come materiali di supporto. Nella foto, un dipinto di Nathalie Du Pasquier del 2006. 

Francesca Petretto