Missione Lunetta 11

Eva Menzio fa rivivere un antico borgo delle Langhe nel nome dell'arte e dell'ospitalità

Mombarcaro (Cn). Il nome farebbe pensare a una missione spaziale su un pianeta minuscolo, o a un asteroide da Piccolo Principe. Lunetta 11 è invece un indirizzo terrestre: quello della borgata, una frazione di Mombarcaro, nell’Alta Langa, e del numero civico. Qui è nato l’ultimo progetto di Eva Menzio e dei suoi figli.  Dopo 5 anni di lavori, la «piattaforma» per l’arte, la musica e l’ospitalità pensata dall’ex gallerista (già direttrice della Marlborough di Montecarlo) è decollata con la mostra inaugurale, una collettiva disseminata tra le case e le strade del borgo seicentesco, il bosco, una chiesetta.  

Il progetto è nato con una connotazione familiare: «Era una specie di mio sogno, racconta Eva Menzio, creare un posto che i miei nipoti potessero ritrovarsi in futuro». Ma anche con un obiettivo pubblico: «Rivalutare un territorio, cercando di imprimergli l’impronta che possiamo dare con la nostra storia artistica, musicale, letteraria. Mio figlio (Francesco, avuto dal gallerista Luciano Pistoi, Ndr) è musicista e scrive musica elettronica, prosegue la Menzio; io continuo a occuparmi di avvenimenti d’arte. L’idea, qui, è di fare qualcosa insieme. Anche in questa occasione lui ha scelto gli artisti più giovani mentre io mi sono occupata del resto». Un obiettivo che ha trovato il patrocinio del Comune  e la grande apertura del sindaco Simone Aguzzi.Sela Bassa Langa è terra di vigneti, l’Alta Langa lo è di boschi: «Le case qui erano dei ruderi di contadini poveri, perché l’Alta Langa è povera, come nelle descrizioni dei libri di Fenoglio. Adesso tantissimi stranieri  hanno comprato qui intorno; l’idea è quindi di far rivivere il borgo, ma sempre con un’attenzione particolare al luogo». Eva Menzio lo definisceun «work in progress». Il cantiere ha interessato 1.400 metri quadrati: oltre all’abitazione in cui  la Menzio risiede ormai stabilmente da circa tre anni (con puntatine a Montecarlo, per organizzare eventi con amici), c’è una casa che è possibile affittare per soggiornarvi, una piccola galleria, una futura residenza per artisti. «Abbiamo creato delle piccole biblioteche, tutte con i nostri libri. Nella casa vacanze ci sono i romanzi italiani e stranieri; in un’altra storia e filosofia; poi abbiamo una sezione di libri d’arte, e dopo una catalogazione che non abbiamo ancora avuto il tempo di fare l’idea è di aprirla al pubblico». Le attività per il pubblico saranno sempre a ingresso libero. 

Tra bosco e borgo

Inizialmente prevista fino a metà settembre, la mostra inaugurale, visitabile su prenotazione il sabato e la domenica, si protrarrà invece fino a novembre, in contemporanea con Artissima. Le opere sono di Giulio PaoliniMizokami Kazumasa, di cinque giovani (BR1, Alessandro Gioiello, Francesco Maluta, Caterina Silva, Mattia Sinigaglia), e nei terrazzamenti tra i castagni le sculture di Salvatore Astore, Roberto Barni, Valerio Berruti, Jessica Carroll e Luigi Mainolfi.  «Le  sculture per questo giardino-bosco le ho scelte io, pensando ad artisti amici. Ora sembra che siano sempre state lì», osserva la Menzio.  I cinque giovani artisti condividono invece cinque stanze della residenza. Una grande stanza-galleria accoglie solo opere recentissime di Paolini, tra cui «Musa» e «Cigno». Le ceramiche di Kazumaza, alcune realizzate appositamente, sono suddivise tra l’«ufficio» e la Cappella di San Rocco un po’ fuori Mombarcaro (vi si accede scaricando un codice dal web) con affreschi del ’500. Il giovane BR1, infine, che nella vita fa anche l’avvocato, espone nella residenza opere di piccolo formato, disseminando invece di grandi manifesti su tematiche sociali le strade di Mombarcaro.  

Anna Maria Farinato