L’uomo ha bisogno di ferro e cemento

Le riflessioni di Uncini sulla materia

Fino al 29 settembre, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna presenta con 58 opere e 30 disegni il percorso nella scultura di Giuseppe Uncini (Fabriano,  1929 – Trevi, 2008). La mostra conclude il ciclo «Realtà in equilibrio» curato da Giuseppe Appella, segnato da tappe espositive dedicate a Carlo Lorenzetti, Bruno Conte e Giulia Napoleone. Dalle «Terre» (1958) di sapore informale all’ultimo ciclo, i «Telai-Artifici», vengono illustrati tutti gli stadi di una riflessione sulla materia (il cemento armato), dalla sua condizione fisica alle sue potenzialità di immagine, spazio, progetto e città. Il tragitto inizia quindi con i «Cementarmati» del ’58-59, proseguendo con le «Strutture spazio», i «Mattoni», le «Ombre», le «Dimore delle cose», gli «Spazicementi» e le «Architetture». Ferro e cemento venivano adottati, nelle parole dello stesso autore, «come si adoperano nel cantiere per costruire le case, i ponti, le strade, per costruire tutte le cose di cui l’uomo ha bisogno: alla base di tutto questo c’è la necessità di costruire, di organizzarsi, c’è quel principio creativo che è all’origine di ogni progresso umano».

Sempre fino al 29 settembre, la Galleria Nazionale ospita altri due progetti espositivi: il primo, «Connection Gallery», curato da Massimo Mininni, consta dell’allestimento, per la cura di Ilaria Bernardi,  dell’opera «Very Bad Things» di Andrea Mastrovito in un corridoio di connessione tra le sale del museo. Il secondo progetto, «Ritratto di famiglia», è invece curato da Claudia Palma, responsabile dell’archivio bioiconografico della Galleria, con Alessia Tobia. La mostra riunisce fotografie che hanno a soggetto proprio il museo ospitante, realizzate da numerosi artisti negli ultimi decenni, rivelando momenti e visioni inediti o poetici di un museo visto dagli artisti. 

Guglielmo Gigliotti