L’arcobaleno in fondo al lago

Merano (Bz). Tedesca, classe 1977, di stanza a Berlino, è Özlem Altin l’artista ospitata fino al 22 settembre a Kunst Meran – Merano Arte con la mostra «Lens», curata da Christiane Rekade. Un lavoro tra pittura e fotografia, generalmente di natura installativa, quello della Altin, invitata in autunno alle Biennali di Göteborg e di Istanbul. Disegni, dipinti e fotografie, sono in parte frutto di un soggiorno dell’artista nella zona del Lago di Carezza. Ma l’artista, che ama le ricerche archeologiche e le immersioni subacquee, utilizza anche altre immagini, fotografie e scritti di propria creazione, modificandoli, ritagliandoli e ricombinandoli, per dare la propria personale lettura della leggenda che spiega, secondo i criteri mitologici (altro mondo che suscita la sua attenzione) le sfumature delle acque del lago. Leggenda nata intorno all’esistenza di un’ondina di cui si innamora uno stregone che niente può contro la ritrosia della bella. È così che un grande arcobaleno di gioielli, pensato come dono per lei, viene fatto a pezzi dallo stregone, accecato dalla rabbia, e gettato nel lago dando origine al colore unico che lo caratterizza. La lente che dà il titolo alla mostra è l’immagine che l’artista intende associare alla superficie del lago, sotto la quale è conservato il segreto della leggenda della bella ondina. La superficie-lente è associata all’idea di una membrana che separa, lasciandoli filtrare l’uno dall’altro, due mondi: realtà e immaginazione, corpo e anima, ragioni ed emozioni. Nella foto, «Shape (desire)» (2019). Foto: Markus Krottendorfer, cortesia dell’artista.

Camilla Bertoni