La fucina dell’artista

Una mostra sul tema dell’atelier si tiene fino al 30 settembre al Musée National Eugène Delacroix, il laboratorio del padre de «La Libertà che guida il popolo», salvato dall’abbandono da un’associazione di conservatori e collezionisti e trasformato in museo alla fine degli anni ’20. Nello studio di rue Fürstenberg e fino alla sua morte, nel 1863, Delacroix conservò appunti e studi preparatori, tra cui due carnet di schizzi con vedute di Londra eseguiti durante il viaggio in Inghilterra del 1825, venduti poco dopo la morte dell’artista e riacquistati di recente dal museo in un’asta Artcurial. La mostra «Nell’atelier. La creazione all’opera» permette anche di soffermarsi sul tema della «trasmissione» ai successori: Géricault, Carpeaux, Chassériau, Gauguin. La prima sala è dedicata alla rappresentazione dell’atelier, con opere di Bazille (nella foto, «L’atelier de la rue Fürstenberg»), Picasso e Delacroix stesso. Seguono alcune sezioni tematiche: gli animali selvatici, la «testa mozzata» e le fonti di ispirazione, i miti di Medea e Orfeo e le Metamorfosi di Ovidio. Il Musée des Beaux-Arts di Lille ha prestato alcuni dei 31 studi preparatori della «Medea furiosa» del 1838.

Luana De Micco