La fotografa di New York

Lecco. Il Palazzo delle Paure presenta fino all’8 settembre la mostra «Topographies» di Berenice Abbott (1898-1991), nota (a ragione) come «la fotografa di New York». Con le sue immagini spettacolari ha infatti contribuito a costruire e diffondere il mito della metropoli americana, ma non si è limitata a questi scenari, essendosi dedicata con identica passione ai ritratti e alla fotografia scientifica, ambiti di ricerca che sono tutti presenti nella mostra (curata da Anne Morin e Piero Pozzi), in cui sono riunite 80 sue immagini in bianco e nero. Assistente a Parigi di Man Ray, la Abbott iniziò nel 1925, incoraggiata da lui, a scattare ritratti nello studio del maestro (nella foto, «Dorothy Whitney»,  1926), guadagnandosi un tale consenso che poté presto aprire un proprio atelier. Nel 1929 tornò però a New York e lì dovette abbandonare il ritratto a causa della grande crisi. Si specializzò allora nelle vedute urbane ma dal 1939 avviò il ventennale progetto, ambizioso e riuscito, di «fotografare la scienza».

Ad.M.