Intercamere londinesi

«Paolo Scheggi. Depth», alla Estorick Collection of Modern Italian Art dal 3 luglio al 15 settembre, è la prima mostra in terra inglese dell’artista nato a Settignano, presso Firenze, nel 1940 e morto a Roma nel 1971. Oltre 30 opere testimoniano l’indagine del rapporto tra superficie e profondità, sviluppata in pochi ma intensi anni. Il gruppo più corposo riguarda i cicli, realizzati tra il 1964 e il ’69, delle «Intersuperfici» e delle «Zone riflesse» (nella foto, un esemplare del 1964 di quest’ultima serie) costruite mediante la stratificazione di tre superfici monocrome, che incorporano aperture organiche, d’assetto prevalentemente ellittico. La virtualità dello spazio ricercato nel corpo del quadro rimanda alle frequentazioni milanesi del giovane artista, innestatosi nell’area di ricerca di Fontana, Bonalumi, Agnetti, Dadamaino e Castellani. Nella mostra londinese, realizzata in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi di Milano, sono esposti anche i bozzetti degli approdi all’arte ambientale, tra cui «Intercamera plastica», allestita nel ’67 alla Galleria del Naviglio, nonché i risvolti concettuali dell’arte estrema di Scheggi, come la scritta in bronzo su tavola di formica «Copia dal vero di Paolo Scheggi» del 1971. A ulteriore testimonianza della fervida creatività dell’artista italiano, i tessuti e gli articoli di gioielleria disegnati per aziende del settore.

Guglielmo Gigliotti