Impuramente eroico

Presso Ulisse Gallery, fino al 5 agosto, venti dipinti e otto sculture, realizzati tra il 1949 e il 2003, ripropongono all’attenzione l’arte di Ugo Attardi. Il titolo, «Gigantomachia», fa riferimento tanto a un’opera in mostra quanto alla «battaglia per la bellezza» che Attardi sosteneva di attuare a ogni opera. Nato in Liguria nel 1923, ma siciliano di formazione, Attardi è nell’immediato secondo dopoguerra uno dei paladini dell’arte astratta. All’inizio degli anni ’50 si rivolge tuttavia al fronte figurativo, capeggiato da Guttuso. Le opere in mostra toccano tutti i temi della sua produzione, la violenza, la città, le donne, l’eros, il ballo, il viaggio e il mito. Le sue immagini guardavano a un espressionismo di marca mediterranea, propugnando la figurazione come unico elemento della modernità in grado di esprimere, come amava dire, «l’impura essenza dell’uomo e la sua eroica grandezza». Gli ultimi anni videro riaffiorare tra le maglie della composizione moduli d’assetto geometrico propri della prima stagione astratta. Nella foto, «Palinuro a New York» (2001).

G.G.