I succhi d’erba del coloraro ticinese

Rancate (Svizzera). La Pinacoteca Giovanni Züst, riallestita e arricchita da recenti donazioni e acquisti, presenta fino al 25 agosto la figura di «Carlo Storni (1738-1806). Pittore e “coloraro” svizzero a Roma», artista originario della vicina Capriasca di cui si era persa memoria. Curata da Antonio Gili, la rassegna riunisce 12 dei 15 teleri realizzati con la tecnica dei «succhi d’erba» (trasparenti colori vegetali che imitano la texture degli arazzi), appartenenti al ciclo di «Storie della vita della Vergine» (uno nella foto), che Storni dipinse a Roma a fine ’700 per la parrocchiale di Tesserete, dove furono rubati nel 1968, andando dispersi. Emigrato come molti conterranei nell’Urbe, Storni si sposò, ebbe 10 figli (due dei quali pittori) e morì dopo aver aperto un’attività di «coloraro», cioè una bottega di colori e strumenti per dipingere. Visibile fino alla stessa data anche la mostra «La pittura come pagine di un diario» del ticinese Carlo Basilico (1895-1966), a cura di Claudio Guarda.

Ada Masoero