Gli animali e noi

Aosta. Fino al 6 ottobre il Centro Sain-Bénin ospita «Steve McCurry. Animals», mostra a cura di Biba Giacchetti promossa dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. Una prospettiva inedita per il lavoro di uno degli autori più riconosciuti della fotografia mondiale, indagato in questa sede attraverso immagini che si concentrano sul rapporto fra uomo e animali. Le prime risalgono al 1991, quanto McCurry si reca in Kuwait per documentare l’andamento della prima Guerra del Golfo. Qui assiste a una delle più grandi catastrofi ecologiche di tutti i tempi, la distruzione dei pozzi di petrolio da parte delle truppe di Saddam Hussein, e decide di puntare l’obiettivo sulla fauna locale vittima dell’assurdità di tali scelte. In quest’occasione realizza fotografie come quella con i cammelli stagliati di fronte a un orizzonte infuocato e quella con un uccello dagli occhi rossi sbarrati, completamente ricoperto dal petrolio, grazie alle quali vince il quinto World Press Photo. In mostra, tuttavia, non troviamo solo scatti drammatici, ma anche allegri e ironici, in grado di raccontare l’amicizia e la collaborazione che instauriamo con le altre specie (nella foto, «Maimana. Afghanistan», 2003). Ancora una volta Steve McCurry è stato in grado di tessere una «trama variegata e caleidoscopica di un’indagine visiva che indaga il rapporto tra l’uomo e gli altri esseri viventi nelle sue varie declinazioni, adottando di volta in volta la cifra del reportage di denuncia, dell’indagine antropologica e sociale, dell’ironia, dell’empatia o della struggente poesia», scrive Daria Jorioz nel catalogo che accompagna l’esposizione.

Monica Poggi