Foto su raso, su marmo e su travertino

La mostra di Elisa Sighicelli (Torino, 1968) allestita fino al 22 settembre a Villa Pignatelli-Casa della fotografia a cura di Denise Maria Pagano e promossa dal Polo Museale della Campania e dagli Incontri Internazionali d’Arte, si presenta come un compendio di esperienze tattili e sensoriali. Vi si mescolano felicemente temi cruciali e di stringente attualità che investono la rappresentazione e la sua congenita ambiguità, affrontati attraverso la lente della fotografia, intesa come metafora del reale e strumento del vedere, occasione esperienziale e verifica mentale. Le 35 fotografie realizzate per la mostra, intitolata «Storie di pietròfori e rasomanti», costituiscono il secondo capitolo della «trilogia sugli spazi» (il primo è stato già presentato a Palazzo Madama, a Torino; il terzo, dedicato a Villa Cerruti, verrà esposto al Castello di Rivoli). La Sighicelli, che ha lavorato prevalentemente sui dettagli interni di Villa Pignatelli e sulle sue collezioni, ha rivolto il proprio interesse anche ad altri luoghi rappresentativi di Napoli, come il Museo Nazionale Archeologico, la Villa Floridiana, la Chiesa del Gesù Nuovo. In questo corpus di immagini pertanto esiste anche, come afferma l’artista stessa, «una fuga verso l’esterno, al di là delle mura dell’edificio, con forme e materiali provenienti dal mondo dell’estetica classica, romana e rinascimentale: una delle chiavi di lettura del mio lavoro è infatti la corrispondenza tra il soggetto delle fotografie e il supporto su cui sono stampate. In un mondo contemporaneo di immagini virtuali, mi interessa restituire la composita tattilità delle immagini e la loro tangibilità in uno spazio reale». Le fotografie, stampate su marmo, su raso, su vetro (nella foto, «Untitled (9355)», 2018), le stampe UV su travertino e su marmo restituiscono una pluralità di esperienze sensoriali che mescolano la sensualità e la bellezza a una ricerca più analitica e mentale. L’immagine fotografica appare intessuta nella materia su cui è stampata, diventando ora raso lucido o opaco, altre volte travertino poroso e volumetrico, altre ancora marmo striato e cangiante. 

Olga Scotto di Vettimo