Famosi per caso

Ad accogliere i visitatori nella personale «Traveling to Post History» dell’artista bosniaco Braco Dimitrijević, aperta da M77 fino al 28 settembre, è una grandiosa installazione formata da due barche sulle cui vele sono delineati i volti di artisti e intellettuali come Tesla, Modigliani, Malevic, la Goncarova, il cui valore è stato riconosciuto solo o soprattutto dopo la loro morte: una riflessione di Dimitrijević (nato a Sarajevo nel 1948, vive e lavora a Parigi) sulla casualità della fama nella quale, come sempre nei suoi lavori, si accende il binomio natura/cultura. Ai loro ritratti, infatti, sono accostate delle noci di cocco, simbolo della capacità della natura di riportare l’equilibrio nel disordine umano. C’è anche l’installazione «Heralds of Post History», presentata nella grande mostra «Arts & Food» di Germano Celant alla Triennale, per Expo 2015, in questa occasione accostata a due serie fotografiche: «Balkan Walzer», con i ritratti di celebri compositori «feriti» da picconi che spezzano il vetro e restano conficcati nell’immagine, mentre un rosso peperoncino ne evoca il sangue, e un’altra che presenta installazioni stranianti in cui animali selvatici «incontrano», incongruamente, ma con piacevoli risultati estetici,  delle opere d’arte. Curata da Danilo Eccher, la mostra evidenzia la costante riflessione di Dimitrijević sul rapporto tra casualità e creatività, e sul ruolo dell’artista, inteso come «arrangiatore» di una situazione cui concorre anche il pubblico, dall’esito finale imprevisto. Il tutto, incastonato in una visione tragica della storia, da lui sviluppata nel profetico libro Tractatus Post Historicus del 1976 (precedente dunque all’affermarsi del Postmodernismo), dove teorizza una storia in cui coesistono modelli differenti, verità plurime, visioni multifocali, causa di continui «errori». Nel 2012, in collaborazione con Sperone Westwater, Allemandi ha pubblicato il catalogo Braco Dimitrijević. Between the Louvre and the Zoo.

Ada Masoero