Esperimenti su legno

Francoforte. In Germania è l’anno delle mostre espressioniste: dopo Emil Nolde all’Hamburger Bahnhof di Berlino (cfr. n. 396, apr. ’19, p. 26), altri tre maestri suoi contemporanei, Ernst L. Kirchner (1880-1938), Erich Heckel (1883-1970) e Karl Schmidt-Rottluff (1884-1976), fino al 13 ottobre ricevono il doveroso tributo dello Städel Museum di Francoforte con l’allestimento della mostra «Segreto della materia. Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff». Il titolo racconta della riscoperta del legno, materiale dimenticato nel mondo delle arti, ma prediletto dai tre pittori tedeschi che nell’estate del 1905 diedero vita a Dresda al gruppo «Die Brücke» (il ponte). La predilezione divenne quasi ossessione: le sue irregolarità e varietà di durezze e colore furono la base imprescindibile per poter compiere nuove sperimentazioni nell’arte della xilografia. Si partiva dal rilievo scolpito per poi arrivare al prodotto stampato, o viceversa, in un’intima commistione di tecniche e stili. Lo Städel mostra oltre 100 capolavori la maggior parte dei quali proviene dalla collezione ereditata (e nascosta negli anni della guerra) da Carl Hagemann, uno dei più grandi collezionisti tedeschi della prima metà del XX secolo. Nella foto, «Bagnanti (Moritzburg)», 1909, Francoforte, Städel Museum. 

Francesca Petretto