Disegni di un discorso amoroso

Dopo Julian Schnabel e Glenn Ligon, il Musée d’Orsay ospita la britannica Tracey Emin (1963). A Parigi l’autrice di «My Bed» (l’installazione raffigurante il suo letto sfatto sparso di mozziconi di sigarette, preservativi e biancheria intima, venduta nel 2014 da Christie’s per 2,5 milioni di sterline, circa 3 milioni di euro, dopo essere stata presentata alla Tate Modern nel 1999 per concorrere al Turner Prize) torna a parlare d’intimità con un’inedita serie di disegni del 2018-19, nei quali cita Munch e Schiele. Per la mostra «La paura d’amare. Orsay visto da Tracey Emin» fino al 29 settembre, l’artista ha selezionato dalle collezioni del museo una trentina di disegni tra quelli raramente esposti al pubblico, creando un dialogo con i suoi (nella foto, «The Fear of Loving», 2018). Seguendo come filo rosso l’amore ha scelto, tra gli altri, fogli di Bonnard, Gauguin, Degas, Steinlen e Anning Bell. È la prima volta che Tracey Emin espone in un’importante istituzione museale francese, ma nel suo Paese è un’icona. Dal 2011 insegna alla Royal Academy of Arts di Londra, nel 2013 la regina Elisabetta II le ha conferito un’onorificenza per il suo contributo all’arte; dal 2018 la sua opera anti Brexit «I Want My Time With You» è esposta nella stazione londinese di Saint Pancras. 

Luana De Micco