Cercatori nelle crepe dell’edonismo

Alla Galleria Civica la globalizzazione è un gesto quotidiano

Trento. Può l’arte parlare di economia? Gabriele Lorenzoni, curatore, insieme a Carlo Sala, della mostra «Everyday life. Economia globale e immagine contemporanea», in corso alla Galleria Civica fino all’1 settembre, pensa di sì. Una mostra che accoglie e declina il tema dell’edizione 2019 del Festival dell’Economia di Trento (svoltosi dal 30 maggio al 2 giugno): globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza. «Il tema del festival era molto vasto, spiega Lorenzoni, e il rischio di cadere nel banale era forte. Siamo partiti dalla constatazione che la globalizzazione è in ogni gesto quotidiano. Gli artisti non affrontano questo fenomeno immergendosi in fenomeni omnicomprensivi e avvolgenti». Medium privilegiato è quello fotografico, perché, prosegue Lorenzoni, «è quello che più si adatta a cogliere in velocità i fenomeni, ma non lo intendo in senso tradizionale. Abbiamo scelto autori italiani che operano nel campo della postfotografia o della foto espansa, che si occupano delle connessioni con i flussi di dati che scorrono su internet, con strumenti open source, che scelgono le immagini insomma, piuttosto che produrle».Quattordici gli artisti in mostra: Adrian Paci, Alessandro Calabrese, Brigitte Niedermair, Daniele Girardi, Dido Fontana, Discipula, Filippo Berta, Filippo Minelli, Giovanni Morbin, Hannes Egger, Ingrid Hora, Nicolò Degiorgis, Paolo Ciregia, The Cool Couple. «Non è stato applicato un taglio generazionale, prosegue Lorenzoni, anche se ci sono molti giovani, ma la scelta è caduta in maniera naturale in alcuni ambiti territoriali che registrano eccellenze in questo campo e sono direttamente connessi alla nostra realtà museale, partendo da Milano, con la sua ricchezza di ricerca artistica, comprendendo la provincia di Bolzano, dove gli artisti hanno uno respiro europeo, e quella di Verona, così prossima alla nostra. Nel prologo opere di artisti dal Mart che già cercavano nelle crepe dell’edonismo dell’ultimo decennio del secolo scorso: Andreas Gursky, Fischli & Weiss, Shirin Neshat, Wolfgang Tillmans».

Camilla Bertoni